Una nuova opportunità per la nostra tavola di tutti i giorni.
Secondo le stime della Coldiretti, il 2008 ha fatto registrare un vero e proprio boom dei consumatori abituali di alimenti biologici che in un anno sono aumentati del 23% toccando quota 8 milioni, per un giro di affari complessivo pari a 2,5 miliardi di euro.
Dati interessanti, in un settore dove l’Italia ha la leadership produttiva europea con circa 50 mila imprese coinvolte (più di 6 mila specializzate solo sul Bio) per un milione di ettari coltivati.
Per agricoltura biologica, da cui derivano gli alimenti bio, si intende comunemente un metodo di produzione che, in tutte le sue fasi, ammette solo l’impiego di sostanze naturali, escludendo prodotti chimici prodotti sinteticamente in laboratorio come diserbanti, coloranti, pesticidi e insetticidi.
In testa ai prodotti alimentari biologici più consumati sulle nostre tavole ci sono frutta, verdura, pasta, passata di pomodoro e uova. Ma in commercio ci sono anche pane, cereali, legumi, latticini, dolci, vini e carni.
Ma come possiamo riconoscere un prodotto biologico?
La garanzia è data dall’etichettatura che, per legge, deve accompagnare il prodotto e riportare queste indicazioni:
a) il nome dell’organismo di controllo autorizzato, e suo codice, preceduto dalla sigla IT (Italia)
b) il codice dell’azienda controllata
c) il numero di autorizzazione ministeriale
d) la dicitura “organismo di controllo autorizzato con D.M. Mi.R.A.A.F. (numero e data) in applicazione del Reg. CEE n.2092/91”.
Da alcuni anni, inoltre, in molte Regioni del nostro paese, Emilia-Romagna in testa, si è cominciato a legiferare in materia di adozione dei prodotti biologici nei menù scolastici.
Un’evidente sensibilità delle Istituzioni sulla necessità di associare alla salvaguardia della salute la sostenibilità ecologica delle produzioni, aspetto non secondario anche per il suo alto contenuto educativo.
Link di approfondimento:
www.coldiretti.it