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La moda sostenibile |
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Oggi il consumo responsabile coinvolge tutti gli aspetti del nostro vivere quotidiano e il vestire acquista sempre più un valore simbolico che evidenza quali sono i nostri valori, la nostra identità e il nostro stile di vita.
Secondo le ultime rilevazioni di Icea (Istituto certificazione etica e ambientale), diffusi durante l’ultima edizione della fiera Fà la cosa giusta! di Milano (dedicata al consumo critico e agli stili di vita sostenibili), sempre più persone cercano capi che abbiano alle spalle un processo di lavorazione ispirato allo sviluppo sostenibile. A sostenere questo mercato, che ha raggiunto un fatturato complessivo di circa 370 milioni di euro in Europa, sono soprattutto consumatori dai 20 ai 40 anni.
Con il termine “moda sostenibile” si intende un modo di concepire il consumo che pone attenzione non solo alle mode e alle tendenze, ma anche e soprattutto alle caratteristiche etiche dei capi che si indossano e allo loro ecocompatibilità.
Ma quali sono i tessuti “eco-sostenibili”? Quali tipi di fibre vengono utilizzati per produrre capi che rispettino la salvaguardia della natura?
La moda eco-sostenibile utilizza esclusivamente materiali derivanti dall’agricoltura biologica, privi cioè di ogm, pesticidi chimici, fertilizzanti e defolianti. Come la seta grezza, cotone biologico, ortica, lino biologico, canapa e apaca; e ancora, di fibre capaci di sostituire quelle che derivano dal petrolio, come quelle provenienti dal bambù o dal latte.
Realizzando capi d’abbigliamento con una elevata solidità al lavaggio, alla luce, al sudore e allo sfregamento. Comodi e particolarmente adatti alle pelle sensibili.
Fondata su un sistema di produzione particolarmente attento a sostenere e il rispettare di tutti coloro che partecipano alla filiera produttiva, la moda sostenibile propone ai consumatori:
- Vestiti e accessori frutto di produzioni rispettose delle condizioni lavorative, ambientali e sociali > capi d’abbigliamento del commercio equo-solidale
- Utilizzo di capi di seconda mano e in disuso, valorizzati e riproposti da giovani stilisti con un pizzico di creatività > fenomeno del vintage
- Capi fatti a mano, provenienti dalle cosiddette filiere produttive “corte” > piccoli laboratori indipendenti e artigianali di sartoria che utilizzano metodi di lavorazione tradizionali
Tra gli eventi dedicati a questo , segnaliamo inoltre un interessante convegno internazionale, dal titolo “Moda Critica” che si svolgerà il 7-8 maggio a Milano presso l’Università Cattolica di Milano.
Link http://www.unicatt.it/modacult/script/
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