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Scopri il vino biologico |
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Impegnati per l’ambiente anche quando una bottiglia per la nostra tavola di tutti i giorni. Tra gli “amanti del buon bere” in questi ultimi anni sta crescendo la sensibilità ambientale e i vini biologici (detti anche vini “verdi”) prodotti secondo logiche di sostenibilità, sono sempre più richiesti.
Anche i numeri parlano chiaro: secondo le ultime stime della Coldiretti l’Italia è leader in Europa per superficie di vigneti biologici (34mila ettari) e numero di aziende viticole biologiche (circa 10 mila).
Il rispetto per l’ambiente e l’attenzione alle qualità “sostenibili” dei prodotti vinicoli è stato anche uno dei temi in primo piano durante l’ultimo Vinitaly, evento di riferimento dell’enologia internazionale, che ha evidenziato come in Italia stia nascendo una nuova cultura enologica nell’ambito della nutrizione dei vitigni.
Una cultura che promuove l’uso di sostanze esclusivamente naturali e sul forte legame al territorio di provenienza di una particolare qualità di vino. Che pone attenzione alla fertilità del terreno e alla salute delle piante, lasciando che la natura faccia il suo corso senza interferire sui suoi ritmi. A tutto vantaggio del consumatore e dell’ambiente.
Le differenze rispetto ai vini da coltivazione tradizionale stanno infatti principalmente nella tecnologia di produzione sul vigneto e in cantina. E per la produzione di vino biologico ci si avvale esclusivamente di prodotti naturali e si riduce al minimo il ricorso ad additivi per la fermentazione, la chiarificazione e la stabilizzazione.
Come per tutti gli alimenti provenienti da agricoltura biologica, il vino “verde” si può facilmente riconoscere dall’etichetta, che deve riportare la denominazione di vendita (es. vino da tavola), la gradazione alcolica e il volume nominale (quantità del contenuto).
Nella retroetichetta, invece, devono essere presenti le diciture obbligatorie previste dalla legislazione sull’etichettatura dei prodotti alimentari, ossia:
- la tipologia di uva (o di più uve) adoperata
- il nome o la sigla dell’organismo di controllo che certifica la provenienza da agricoltura biologica
- i riferimenti di riconoscimento dell’organismo di controllo da parte del MRAAF (Ministero delle Risorse Agricole, Alimentari e Forestali; es. Aut. MRAAF n. 1234567 del 15/03/98)
- il codice attribuito all’organismo di controllo da parte del MRAAF
- il numero di autorizzazione all’etichettatura rilasciato all’Azienda dall’ente locale dell’organismo di controllo (es. la lettera F indica ‘fresco’, la lettera T ‘trasformato’).
Facilmente reperibile sul mercato, oggi una buona etichetta di vino biologico la possiamo trovare nei ristoranti come nelle enoteche, nei wine bar come negli agriturismi. Perché non sceglierlo?
Link:
http://www.aiab.it/
http://www.vinitaly.com/index.asp
http://vino-biologico.blogspot.com/
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